Lavanda: ingrediente per cocktail floreali | Cocktail Engineering
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Lavanda: ingrediente per cocktail floreali

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In questo articolo scopriremo insieme la Lavanda, le varietà disponibili in commercio, come utilizzare nei cocktail i suoi fiori e altri prodotti derivati.

Innanzitutto quando parliamo di lavanda o lavandula non ci riferiamo ad una singola specie, ma ad un genere di piante arbustive, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Allo stato delle conoscenze attuali, il genere lavanda conta circa 47 specie e ibridi ma solo alcune di queste sono importanti dal punto di vista commerciale. È una pianta annuale o perenne, originaria del bacino del Mediterraneo ma attualmente coltivata anche in Asia, nella penisola arabica, nelle isole Canarie e a Capo Verde.

Morfologicamente è facile da riconoscere perché le infiorescenze sono spighe di colore viola. Il colore è talmente caratteristico che, nel linguaggio comune, viene identificato come ‘color lavanda’.

coltivazione lavandaPer gli amanti dei viaggi, molto famoso è l’itinerario della lavanda, in Provenza, regione che si trova nel sud-est della Francia. Qui è possibile ammirare intere coltivazioni, molto suggestive durante il periodo di fioritura (giugno-agosto), visitare distillerie di olii essenziali e le aziende produttrici del famoso miele di lavanda.

La parola lavanda deriva dal latino lavare, tant’è che già gli antichi Romani utilizzavano questa pianta aromatica per profumare l’acqua dei bagni. Nel corso dei secoli è stata utilizzata anche nei processi di mummificazione, come presunto rimedio contro la peste e già dall’età Vittoriana per creare profumi per il corpo.

Oggigiorno queste piante sono coltivate principalmente per ricavarne gli olii essenziale utilizzati nell’industria cosmetica, dei detergenti e dei profumi. Trovano anche utilizzo nell’industria alimentare e liquoristica: molti prodotti alcolici, tra le spezie o piante aromatiche che ne caratterizzano il profilo aromatico, hanno i fiori di lavanda. Anche se meno interessante per i bartender, nei giardini sia privati che pubblici, la lavanda è una delle piante più importanti e utilizzate dal punto di vista ornamentale.

Vediamo ora quali sono le cultivar più utilizzate e le principali componenti aromatiche.
Tra tutte le specie, quelle utilizzate per l’estrazione degli olii essenziali sono: Lavandula angustifolia, chiamata anche Lavanda vera, Lavandula x intermedia (o L. x hybrida), chiamata anche Lavandino e Lavandula latifolia. Il lavandino (Lavandula x intermedia), ibrido sterile di L. angustifolia e L. latifolia, è originario del sud della Francia. Si ritiene che il miglior olio essenziale derivi da Lavandula angustifolia, tuttavia questa affermazione non è supportata da alcuna evidenza scientifica.

Gli olii sono composti da più di 100 componenti aromatiche ma, quelle presenti in quantità maggiore, sono il linanolo e l’acetato di linalile. La Lavandula x intermedia e la Lavandula latifolia contengono anche canfora. La composizione di questi olii può leggermente variare a seconda della zona di coltivazione della lavanda: per esempio, negli olii di lavanda indiana, è presente anche citronellolo, presente anche in citronella e geranio.

L’utilizzo in miscelazione.
In miscelazione la lavanda è una pianta aromatica molto versatile perché è molto facile e veloce estrarne l’aroma. Con una semplice infusione è possibile aromatizzare dell’acqua che poi potrà essere trasformata in sciroppo, aggiungendo la quantità necessaria di zucchero, oppure in una soda aromatizzata. Nella preparazione della soda è fondamentale filtrare, prima attraverso un colino, poi attraverso un filtro di carta per caffè filtro, di modo da rimuovere tutte le impurità che porterebbero alla perdita di effervescenza.

Facile anche realizzare tinture alcoliche con questa pianta da spruzzare sui drink oppure da miscelare con altre tinture (alcune anche amare) per creare un bitters.

lavanda cristallizzata cocktail engineering giovanni ceccarelliSe avete la possibilità di avere delle spighe intere, coltivate ad uso alimentare, potete facilmente conservarle per molti mesi cristallizzandole con una miscela di acqua e gomma arabica e cristalli di zucchero in superficie. Le spighe sono una bella e semplice decorazione. Anche i fiori singoli, in particolare quelli della Lavandula x intermedia, sono una bella e profumata decorazione. 

Un altro ingrediente che è possibile utilizzare è il miele di lavanda. Il miele è un ottimo dolcificante e può essere sostituito in molte ricette allo zucchero  per dare un aroma più complesso ai drink. Molto famoso è il miele di Provenza. In Italia, un miele di lavanda  molto pregiato, facilmente reperibile online, è il miele di lavanda selvatica prodotto in Sardegna. Per utilizzare il miele in miscelazione è necessario diluirlo in acqua secondo la dolcezza e densità ritenuta più opportuna. È importante precisare che una volta diluito, il miele non avrà più un tenore zuccherino tale da garantirne una lunga conservazione, quindi diluire la quantità necessaria di volta in volta, conservare in frigo e consumare entro 2-3 giorni.

essential oil and lavender flowers olio essenziale lavanda cocktail engineering giovanni ceccarelliAnche gli olii essenziali possono essere utilizzati in miscelazione, tuttavia è importante prestare estrema attenzione. Innanzitutto devono essere ad uso alimentare e poche gocce (1-2) sono già sufficiente ad aromatizzare un litro di prodotto alcolico. MAI utilizzare gli olii essenziali in purezza all’interno di un drink.

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Buona miscelazione,
Giovanni

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