Ricetta Cocktail Negroni: storia, ingredienti e preparazione

• Ricette con Campari e Bitter  · Ricette con Gin  · Ricette con Vermouth 


Tempo di Lettura: 6 minuti

In questo articolo ti spiegherò come fare un Negroni perfetto, dalla scelta degli ingredienti alla giusta tecnica di preparazione!

Ti starai chiedendo, perché tutta questa enfasi sul dover fare un Negroni perfetto?

Beh, perché il Negroni è uno dei drink italiani più famosi e bevuti al Mondo, simbolo della nostra miscelazione.

Pensa che nel 2019 si sono celebrati i 100 anni del Negroni. In quell’anno ci sono state un sacco di iniziative e i bartender di tutto il Mondo hanno celebrato questo cocktail. Il livello di interesse è stato veramente alto.

Inoltre il Negroni è preparato con ingredienti italiani.



Sul vermouth e il bitter nulla da dire, sono prodotti fortemente radicati nella nostra cultura alcolica.

E anche per quanto riguarda il gin non siamo mica messi male: anche il distillato di ginepro affonda le sue radici in Italia.

Se vuoi approfondire le origini italiane di questo distillato, ti consiglio di leggere il libro di Fulvio Piccinino, Il Gin Italiano, che ripercorre le vicende storiche dei liquori al ginepro e dei primi gin italiani. Come dice Fulvio, il gin è italiano.

Prima di leggere la ricetta e la storia del Negroni, puoi dare uno sguardo a questo video dove ti spiego come si prepara!



La storia del Negroni

Sembra che il Negroni sia stato miscelato per la prima volta intorno al 1919 (si pensa tra il 1917 e il 1920), dal barman Fosco Scarselli che lavorava al caffè Casoni (successivamente Giacosa caffè) di Firenze, su richiesta del Conte Camillo Negroni.

Il Conte, non soddisfatto dall’Americano, se lo fece rafforzare con del gin.

L’Americano fatto come quello che beve il Conte Negroni divenne ben presto, semplicemente, Negroni.

Questa versione è stata raccontata dallo stesso Fosco Scarselli in un’intervista pubblicata sulla rivista Gente il 25 novembre 1962.

Uno dei testi che vi consiglio di leggere se volete approfondire la storia di questo drink è ‘Negroni cocktail, una leggenda italiana‘, libro scritto dal bartender toscano Luca Picchi.

Luca Picchi sostiene appunto che il Negroni sia stato inventato tra il 1917 e il 1920 basandosi sulla celebre lettera, datata 1920 e da lui ritrovata, in cui un antiquario francese, amico del Conte Negroni, gli suggeriva di bere non più di 20 Negroni al giorno.

Dopo quella lettera del 1920, il nome Negroni sembra scomparire. In nessun ricettario italiano o europeo, appaiono cocktail con questo nome.

Ci sono però dei cocktail con gli stessi ingredienti, ma con nomi diversi.

Nel 1927 sul libro L’Heure du Cocktail, appare il Mussolini, drink identico al Negroni preparato da Charlie Castellotti, barman italiano che lavorava a Parigi.

Mille Misture, 1936

Oppure il Tortoni Cocktail, drink che appare sul ricettario Mille Misture di Elvezio Grassi del 1936. Come potete vedere nella foto a fianco, Elvezio Grassi riporta che il Tortoni Cocktail era già famoso a Buenos Aires nel 1912.

E la prima ricetta scritta di un drink dal nome Negroni?

Appare a Cuba nel 1939.

Cuba, dove non si bevevano più solo i Daiquiri di Costante, o la tradizionale miscelazione tropicale costruita sulla trinità rum-lime-zucchero, ma anche drink di matrice americana ed europea come, appunto, il Negrone (con la E).

Lo stralcio della prima ricetta (scritta) europea del Negroni

Il primo ricettario europeo a riportare la ricetta del Negroni è stato scoperto di recente da Paolo Ponzo ed è datato 1947.

Il libro è italiano ed è stato scritto Amedeo Gandiglio. Qua a fianco uno stralcio del libro con la ricetta.

Quindi, ricapitolando, dalla presunta nascita del Negroni, collocata dalle attuali fonti a nostra disposizione, tra il 1917 e il 1920, alla prima ricetta scritta, passano circa 20 anni e un oceano di mezzo. Perché ritorni in Europa ne passano altri 8 (grazie per la scoperta Paolo).

Dopo gli anni ’50 il Negroni diventa via via più famoso: entra nella lista IBA e nascono le due varianti più famose: il Cardinale, con vermouth dry al posto del rosso, e il Negroni Sbagliato, con il prosecco al posto del gin (Mirko Stocchetto, Milano – 1972).

Io ho la sensazione che sul Negroni ci sia ancora molto da scoprire e questo rende ancora più affascinante questo drink. Chissà cosa troveranno negli anni a venire gli storici italiani della miscelazione.

Ricetta Negroni: gli ingredienti e le dosi

  • 30ml (1 oz.) Bitter Campari;
  • 30ml (1 oz.) Vermut rosso;
  • 30ml (1 oz.) London dry gin;
  • Scorza di limone o arancia

Strumentazione

  • Tumbler basso da 27 cl
  • Jigger
  • Bar spoon
  • Pelapatate
  • Paletta per il ghiaccio
  • Mixin’ glass (opzionale)
  • Strainer (opzionale)

Come fare il Negroni: la preparazione

Molti ritengono che la tecnica per preparare un Negroni sia la tecnica build, ovvero versare gli ingredienti direttamente su ghiaccio, miscelare e servire.

Io non sono d’accordo perché preparato con la tecnica build, il Negroni è troppo alcolico (se non diluito il suo tenore alcolico è di circa 27% vol , 27 gradi!).

Vediamo insieme come preparare un Negroni perfetto.

Ti ho già accennato che fare un Negroni direttamente nel bicchiere di servizio con la tecnica build è sbagliato.

Per preparare al meglio questo drink devi utilizzare la tecnica stir, ovvero miscelare gli ingredienti con ghiaccio fino al raggiungimento del raffreddamento e della diluizione necessaria.

La diluizione in un Negroni è fondamentale perché abbassa il tenore alcolico di questo aperitivo, rendendolo più gradevole. Inoltre, lo stir abbassa notevolmente anche la temperatura.

Puoi miscelare il Negroni in un mixin’ glass, in un gallone o direttamente nel bicchiere di servizio. Dal punto di vista del risultato finale è totalmente indifferente! L’importante è che raffreddi bene il contenitore nel quale hai scelto di prepararlo.

Se devi preparare due o più Negroni contemporaneamente ti conviene prepararli nel mixin’ glass o nel gallone.

Nel video ti ho fatto vedere come lo si prepara nel mixin’ glass, qua ti spiego come prepararlo direttamente nel bicchiere di servizio.

Come prima cosa prendi un tumbler basso da 27 cl e raffreddalo con del ghiaccio.

Una volta freddo, scola l’acqua in eccesso oppure svuota il ghiaccio nella vasca per il ghiaccio.

Versa il bitter, il vermut ed il gin nel bicchiere.

Aggiungi ora del ghiaccio senza colmare il bicchiere e miscela con un movimento rotatorio (stir) per diluire e raffreddare la miscela. Io ti consiglio di fare stir con poco ghiaccio e di aggiungere quello che manca sul finale (così evitate di far tracimare il drink).

Una volta raggiunta la diluizione gradita aggiungi ghiaccio fino a colmare il bicchiere.

Decora con una scorza di limone o altro agrume, strizzandola leggermente sul drink (twist).

Per limitare la diluizione secondaria ti consiglio di servire il Negroni su un cubo o una sfera di ghiaccio. La diluizione secondaria è quella che non dipende dalla tecnica, ma dal servizio del drink.

Non è sbagliato aggiungere uno spruzzo di soda, tuttavia consiglio di farlo solo su richiesta del cliente.

Cocktail Negroni: i consigli del barman

Come dico sempre, le ricette sono delle linee guida e non legge.

Io personalmente non preparo il Negroni in parti uguali, ma vado ad equilibrare la ricetta a seconda dei prodotti che utilizzo: non tutti i bitter, i vermut e i gin sono uguali!

Il mio Negroni è indicativamente in queste proporzioni: 30,l di bitter, 40ml di vermut e 20 ml di London dry gin. Al posto della fetta di arancia io preferisco la scorza: un twist di limone o di arancia (spruzzare gli olii essenziali della buccia di arancia sulla superficie) sono perfetti.

Un’ultima cosa: i tumbler da 27cl sono poco usati al bar. Molto più comuni sono quelli da 35cl. In questi bicchieri io aumento la quantità di ciascun prodotto (10ml al max per prodotto).

Consigli sui prodotti

Il Negroni è ottimo preparato con il bitter Campari, tuttavia nessuno ti vieta di provarlo con altri bitter in commercio.

Alcuni sono più morbidi e delicati, altri invece più amari e secchi. A te la scelta!

Puoi provare i bitter prodotti da Berto, Gagliardo, Rossi d’Angera, Martini, Nardini, Carlo Alberto, Poli, Negroni, Luxardo, Pallini (e tanti altri!).

Anche sul vermouth c’è l’imbarazzo della scelta: Carpano, Berto, Cocchi, Macchia, del Professore, Martelletti, Carlo Alberto, i nuovi vermut prodotti da Martini e Cinzano (non tutti i prodotti di queste aziende sono ancora) e tanti altri ancora!

Per quanto riguarda i gin, io preferisco utilizzare un London Dry gin. Beefeater, Tanqueray e Gordon’s sono ottimi.

Twist sul Negroni: le varianti

Il Negroni è un cocktail che si presta a molte varianti.

Abbiamo già citato il famoso Cardinale e il famosissimo Negroni Sbagliato.

Il Cardinale non è altro che un Negroni con vermouth dry al posto del vermouth rosso. Puoi sempre partire miscelando in parti uguali. Una volta che avrai capito questo drink, modifica le proporzioni come ritieni più opportuno.

Il Negroni sbagliato invece merita un articolo a parte. Per farla breve miscela vermouth e bitter e completa il bicchiere con del Prosecco o Franciacorta. È più acido e meno aromatico del classico Negroni.

Se invece ti piace sperimentare, ti consiglio di leggere la ricetta che ha pubblicato Mirko Turconi sul mio blog: il Conte in Cantina!

Buona miscelazione,
Giovanni

Se questo articolo ti è piaciuto e lo hai trovato utile potresti pensare di iscriverti alla mia area riservata COCKTAIL ENGINEERING PRO ed entrare a far parte della mia community. Iscrivendoti all’area riservata avrai accesso a tanti altri articoli come questo. Clicca qua per scoprire i vantaggi e iscriverti.

Ingredienti
  • 30ml Campari
  • 30ml Vermouth Rosso
  • 30ml London Dry Gin
  • Twist di Arancia o Limone
Strumenti
  • Tumbler basso da 35cl
  • Jigger
  • Bar spoon
  • Paletta per il ghiaccio
  • Pelapatate
  • Mixin' glass (opzionale)
  • Strainer (opzionale)

Condividi:

Giovanni Ceccarelli

Sono l'ideatore e coordinatore del blog e del progetto Cocktail Engineering. Per pagarmi gli studi universitari dal 2007 ho iniziato a lavorare come bartender in diversi locali tra Pesaro, Fano e la Riviera romagnola. Nel 2010 mi sono laureato in Ingegneria Energetica (ben presto ho capito che questa non era la mia strada). Dal 2011 sono docente in Drink Factory nei corsi di Miscelazione Avanzata e Preparazioni Home made. Dal 2013 al 2016 ho scritto di scienza e cocktail sulla rivista BarTales. Nel 2016 ho aperto questo blog e lavoro come consulente per Vargros per il quale seleziono spezie ed altri ingredienti.

error: ATTENZIONE: Tutti i contenuti del sito sono protetti da copyright ©