Ricetta Dry Martini (Cocktail Martini)

• Ricette con Gin  · Ricette con Vermouth 


Tempo di Lettura: 3 minuti

Il Dry Martini, detto anche Cocktail Martini o semplicemente Martini, non è solo un cocktail, ma un’icona. Più di ogni altro drink, il Dry Martini non ha una ricetta definita, ma è equilibrio assolutamente personale tra Gin e Vermouth dry.

Scopriamo insieme la ricetta e come fare il Cocktail Martini.

Ingredienti

  • London Dry Gin
  • Vermouth Dry
  • Olive verdi

Strumentazione

  • Mixin’ glass
  • Jigger
  • Bar Spoon
  • Strainer
  • Coppetta da cocktail
  • Stecchino di legno o acciaio

Preparazione

In un mixin’ glass freddo versate gli ingredienti, il ghiaccio, e miscelate (stir) con il bar spoon finché non raggiungete il raffreddamento e la diluizione desiderata (assaggiate!). Filtrate in una coppetta precedentemente raffreddata e decorate con 3 olive verdi ben sciacquate.

Se vi piace potete fare un leggero twist di limone sulla superficie.

Consigli

Come ho affermato all’inizio, il Dry Martini non è un cocktail con un equilibrio definito, ma è bilanciamento personale tra Gin e Vermouth Dry. Non esiste il Dry Martini perfetto, esiste il Dry Martini che piace.



Questo equilibrio personale non riguarda solamente le proporzioni tra ingredienti, ma anche la loro scelta.

Innanzitutto il mio consiglio è di utilizzare un classico London Dry Gin: chi ama questo drink apprezzerà la vostra scelta. I Gin troppo profumati, particolari o ‘ruffiani’ sono da evitare, a meno che un cliente non vi chieda espressamente un determinato gin o voi preferiate un drink meno asciutto.

Anche sul vermouth c’è l’imbarazzo della scelta. Carpano Dry, Martini Dry, Cinzano 1757 Dry tra gli italiani, Dolin Dry e Noilly Prat Dry tra i francesi. Tra questi il Noilly Prat Dry ha una particolare e gradevole nota ossidata.

E per quanto riguarda le proporzioni?

60 ml di gin e 10 ml di vermouth sono un buon punto di partenza. Con questa proporzione il drink non è troppo secco, ma neanche morbido. È un buon compromesso.



Tuttavia, non piacerà a tutti. 

Se cercare un Martini più asciutto, diminuite la quantità di vermouth senza modificare la quantità di gin. Pensate che molti americani bevono Dry Martini senza vermouth, praticamente un gin freddo (spesso da congelatore).

Tra i Dry Martini con poco vermouth famoso è il Martini in and out, dove il vermouth serve a sporcare il ghiaccio prima di essere scolato. Personalmente, quando lo devo preparare, non butto via il vermouth, ma ne metto molto meno, indicativamente mezzo bar spoon.

Se invece preferite un Martini più morbido e abboccato, diminuite la quantità di gin e aumentate quella di vermouth. Provate ad arrivare, senza paura, anche a 50% gin e 50% vermouth!

Infine un piccolo segreto: aggiungendo al drink 4-5 gocce (non di più) di zucchero liquido, il drink ha un aroma molto più esplosivo, ma non sarà dolce. Provate per credere.

Varianti del Dry Martini

Proprio per il fatto che il Dry Martini è un concetto, ne esistono tantissime varianti.

Utilizzando la Vodka al posto del Gin prende il nome di Vodka Martini o Vodkatini. Un Vodkatini è meno aromatico perché la vodka è un distillato dall’aroma quasi neutro. È anche meno secco del Dry Martini. In questo drink il vermouth diventa protagonista.

Utilizzando vermouth dolce (rosso generalmente) avrete uno Sweet Martini, mentre utilizzando sia vermouth dolce che dry, un Perfect Martini.

Se al posto dell’oliva decorate con una cipollina lattofermentata avrete un Gibson.

Molto famoso è il Dirty Martini, ma su questo farò un articolo a parte perché il rischio di fare una schifezza è altissimo.

Buona Miscelazione,
Giovanni

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Ingredienti
  • London Dry Gin
  • Vermouth Dry
  • Olive Verdi e/o Scorza di Limone
Strumenti
  • Mixin' glass
  • Jigger
  • Bar spoon
  • Strainer
  • Coppetta da cocktail
  • Stecchino di legno o acciaio

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Giovanni Ceccarelli

Sono l'ideatore e coordinatore del blog e del progetto Cocktail Engineering. Per pagarmi gli studi universitari dal 2007 ho iniziato a lavorare come bartender in diversi locali tra Pesaro, Fano e la Riviera romagnola. Nel 2010 mi sono laureato in Ingegneria Energetica (ben presto ho capito che questa non era la mia strada). Dal 2011 sono docente in Drink Factory nei corsi di Miscelazione Avanzata e Preparazioni Home made. Dal 2013 al 2016 ho scritto di scienza e cocktail sulla rivista BarTales. Nel 2016 ho aperto questo blog e lavoro come consulente per Vargros per il quale seleziono spezie ed altri ingredienti.

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