Ricetta Margarita: ingredienti e preparazione

• Ricette con Tequila 


Il Margarita è IL cocktail a base Tequila.

Se ci pensi, appena pensi al Tequila (si, è maschile), oltre al mal di testa da Tequila-Sale-Limone, pensi immediatamente al Margarita.

Tutti abbiamo provato almeno una volta un Margarita, drink secondo me eccezionale. 

Le note del distillato messicano si sposano benissimo con il profumo di scorza di arancia del triple sec. Il lime e il sale completano il quadro, rendendo il drink asciutto, acidulo e sapido.

Una complessità gustativa che è difficile trovare in altri drink così famosi.



Se non fosse per la crusta di sale, un po’ pallosa da preparare se la serata al bar diventa molto busy, sarebbe un drink da spingere molto di più.

Purtroppo il Margarita ha un grosso problema: spesso, troppo spesso viene preparato con un Tequila mixto.

Se hai un pessimo ricordo del Margarita, questo è il motivo.

Tralasciando i tecnicismi, il Tequila mixto è un Tequila di qualità più bassa, molto ruvido e da evitare a tutti i costi.

Un buon Margarita deve essere preparato rigorosamente con un Tequila 100% agave. Non esistono scorciatoie.



Usate quella che vi pare, purché sia 100% agave. In etichetta ci deve essere scritto proprio 100% agave e non semplicemente ‘fatto con agave blu’.

In realtà c’è anche un altro motivo che ti ha fatto disprezzare il Margarita: qualcuno lo prepara con lo Sweet and Sour (in bustina).

Lo Sweet and Sour, se fatto home-made, è un ottimo premix, tuttavia è solitamente preparato a base limone, mentre nel Margarita ci vuole il lime.

Dello Sweet and Sour industriale non parliamone neanche. Mi può andare bene in discoteca, posso capirlo in un Long Island, ma in un Margarita no. Sarebbe come fare una Carbonara con il prosciutto cotto, non scherziamo!

Finita la doverosa introduzione vediamo la ricetta e la tecnica di preparazione del Margarita, il cocktail a base Tequila più famoso al Mondo.

Ricetta cocktail Margarita: gli ingredienti e le dosi

Strumentazione

  • Coppetta da cocktail
  • Shaker
  • Strainer
  • Colino a maglie fini
  • Spremi lime
  • Jigger
  • Tagliere e coltello
  • Piattino per il sale
  • Paletta per il ghiaccio

Come fare il cocktail Margarita: la preparazione

Fare un Margarita è abbastanza semplice.

Come prima devi raffreddare la coppetta di servizio. E’ possibile farlo con ghiaccio oppure metterla qualche tempo prima in frigorifero o in congelatore. Quest’ultima soluzione è più comoda perché sarà più facile preparare una crusta di sale perfetta.

Per fare la crusta di sale prendi uno spicchio di lime e bagna il bordo del bicchiere. Io lo bagno esternamente, dove si appoggiano le labbra. Non faccio la bordatura nella bordo superiore perché non voglio che il sale cada all’interno del drink.

Come dicevo prima, se tieni la coppetta in congelatore è più facile fare la crusta perché avrai la coppetta fredda e asciutta. Se raffreddi con il ghiaccio avrai tutta la coppetta bagnata e sarà più difficile fare una crusta perfetta. Non impossibile, solo più difficile.

Dopo aver bagnato il lato superiore della coppetta con il lime, appoggia la coppetta in un piattino pieno di sale. Il sale è sale, tuttavia ti consiglio di utilizzare un sale figo da vedere.

Potete usare quei sali come il sale rosa dell’Himalaya che costano un sacco di soldi e sono esattamente come gli altri. Solo che sono fighi perché colorati.

margarita sale giovanni ceccarelli salt cocktail engineeringSe non vuoi fare la crusta, potresti servire il sale a parte, come in foto. Accompagnalo con un piccolo cucchiaino monouso (non in plastica), così che chi ha ordinato il Margarita possa decidere se mettere qualche granello di sale sulla lingua prima di bere un sorso.

Ci tengo a precisare che non tutti apprezzano il sale.

Con il sale a parte risolvi il problema, ma se hai optato per la crusta, falla solo su metà bicchiere così che, chi non lo apprezza, possa bere dalla parte del bicchiere senza sale.

A questo punto, versa tutti gli ingredienti all’interno dello shaker, aggiungi ghiaccio e shakera vigorosamente.

Ricordati che il tempo di shakerata influisce sul raffreddamento e sulla diluizione.

Dopo aver shakerato, filtra il drink in coppetta con la tecnica del double strain, ovvero utilizzando, oltre allo strainer anche il colino a maglie fini. In questo modo tratterrai tutte le scaglie di ghiaccio che si saranno formate durante la shakerata.

Il Margarita è pronto. Enjoy!

La scelta del Tequila

Tequila 100% agave

Nell’introduzione a questo articolo ho accennato all’utilizzo di un buon Tequila 100% agave.

Un Tequila 100% agave è un Tequila ottenuto distillando esclusivamente un fermentato di agave blu.

Un Tequila mixto vede invece una % minima di distillato di agave del 51%. Questo vuol dire che, probabilmente, il restante 49% è ottenuto da altre materie prime.

Questo conferisce al Tequila mixto un sapore veramente spigoloso e senza i profumi delicati del 100% agave.

Prova un 100% agave e fammi sapere se noti differenze. Il 100% agave è IL Tequila.

Se non sai cosa comprare e non vuoi spendere tanto puoi provare con Espolon. Altrimenti Ocho, Calle 23, Tapatio, Don Julio ed Herradura sono alcuni dei brand di 100% agave più facili da reperire.

Se decidi di utilizzare questo tipo di prodotto ti verrà spontaneo utilizzare un po’ più Tequila di quanto non indichino le direttive IBA.

Succo di Lime e Liquore di arancia

Il succo di lime  deve essere tassativamente fresco.

Puoi spremerlo al momento con uno spremilime oppure spremerlo in anticipo e stoccarlo in frigo (devi comunque usarlo entro la serata).

Se ti interessa scopri di più sul lime cliccando qui e su come conservare al meglio il succo cliccando qui.

Vietati nella maniera più rigorosa i succhi industriali o, come ho già detto, lo Sweet and Sour.

Come liquore all’arancia puoi utilizzare un buon Triple Sec come Cointreau.

Tuttavia, facendo un piccolo strappo alla regola, ti consiglio di utilizzare Aurum.

Aurum è un liquore all’arancia, è italiano ed è fantastico. È anche leggermente giallino e conferisce al Margarita anche un bel colore.

Margarita Frozen

Una variante del Margarita, è il Margarita frozen.

Personalmente non ne sono un grande amante ma, come barman, ho il dovere di preparare il miglior Margarita Frozen qualora mi venga richiesto.

Vediamo quindi come farlo al meglio.

Innanzitutto il Margarita frozen non viene servito con il sale. Infatti la versione frozen è spesso a base frutta e/o viene spesso bevuta con la cannuccia.

Inoltre, nella versione frozen è importante aggiungere dello zucchero.

Un drink frozen è infatti molto freddo e lo zucchero dona corpo, esalta i sapori e lo rende meno spigoloso.

Alcuni colleghi, invece di aggiungere dello zucchero, raddoppiano la quantità di liquore di arancia.

Dal punto di vista dell’apporto zuccherino potrebbe funzionare, tuttavia ricordati che il triple sec non è solamente zuccherino, ma è anche aromatico. Raddoppiandolo andrai a dare troppo sapore di arancia.

Se invece trovi che nel frozen l’arancia si perda, puoi aumentare la quantità di liquore, ma non raddoppiarla.

Ora che sai cosa bisogna fare, prepariamo il Margarita frozen.

Versa tutti gli ingredienti nella campana del blender.

Ricordati di aggiungere 15 ml di Sciroppo di zucchero.

Aggiungi una paletta scarsa di ghiaccio tritato.

Accendi il blender e frulla.

Quando avrai hai ottenuto un composto liscio e omogeneo (sono necessari circa 20-25 secondi), versa il drink nella coppetta.

Ricordati: la consistenza deve essere ghiacciata, ma non deve essere una granita.

Se hai ottenuto una granita hai usato troppo ghiaccio!

Margarita Frozen alla frutta

I Margarita Frozen sono spesso preparati alla frutta.

Si procede esattamente come prima aggiungendo della frutta fresca nel blender.

La versione più famosa è quella alla fragola. Va benissimo prepararla, però ti chiedo di usare fragole fresche possibilmente in stagione.

Se lavori in un bar dove non puoi usare le fragole fresche (è successo a tutti, compreso me), fare un buon Margarita frozen alla fragola è difficile, ma non impossibile.

Chiaro, non sarà mai come con le fragole fresche di stagione, ma possiamo ottenere qualcosa di comunque gradevole.

Devi bilanciare correttamente il drink a seconda dell’ingrediente che hai a disposizione.

Fragole surgelate: una buona alternativa

La prima cosa che devi fare è cercare di convincere il tuo titolare a prenderti delle fragole surgelate. Costano il giusto ed essendo congelate, non deperiscono.

Scongeli quelle che ti servono e le frulli a purea. Una volta che hai la purea usi quella. Io ne mettevo 30-45 ml per ogni Margarita frozen alla fragola.

Ricordati sempre quei 15 ml di Sciroppo di Zucchero.

Se non ti prendono le fragole congelate potresti provare a utilizzare le puree 100% frutta come quelle Polposita. Usane sempre a partire da 30 ml.

Se invece hai a disposizione le puree concentrate, usane circa 30ml. In realtà la quantità dipende dalla marca che stai utilizzando: non sono tutte uguali, ma puoi partire da questa quantità e poi fare le dovute correzioni.

Se usi una purea concentrata non aggiungere lo Sciroppo di Zucchero perché questi ingredienti sono già zuccherati.

Ti chiedo solo una cosa: non fare il Margarita Frozen alla fragola (o ad altri frutti) con gli sciroppi aromatizzati.

Il discorso fatto finora vale per qualunque frutto.

Bene, ora che sai come preparare un Margarita classico o frozen, è ora che ti metti a fare pratica. Solo provando si migliora. Se invece sapevi già fare un buon Margarita, spero di averti dato qualche dritta in più.

Buona miscelazione,
Giovanni

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Ingredienti
  • 50ml Tequila blanco 100% agave
  • 20ml Liquore di arancia
  • 15ml Succo fresco di lime
Strumenti
  • Coppetta da cocktail
  • Jigger
  • Shaker
  • Strainer
  • Colino a maglie fini
  • Bar spoon
  • Tagliere e coltello
  • Piattino per il sale
  • Spremi lime
  • Paletta per il ghiaccio

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Giovanni Ceccarelli

Sono l'ideatore e coordinatore del blog e del progetto Cocktail Engineering. Per pagarmi gli studi universitari dal 2007 ho iniziato a lavorare come bartender in diversi locali tra Pesaro, Fano e la Riviera romagnola. Nel 2010 mi sono laureato in Ingegneria Energetica (ben presto ho capito che quella non è la sua strada). Dal 2011 sono docente in Drink Factory nei corsi di Miscelazione Avanzata e Preparazioni Home made. Dal 2013 al 2016 ho scritto di scienza e cocktail sulla rivista BarTales. Nel 2016 ho aperto questo blog e lavoro come consulente per Vargros per il quale seleziono spezie ed altri ingredienti.

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