Come scrivere al meglio il Curriculum



Tempo di Lettura: 5 minuti

Ogni barman è un anche un venditore.

Copre l’ultimo miglio per chi si siede al suo bancone e può influenzare, attraverso un consiglio o una battuta affilata, la scelta di acquisto del suo cliente. Ma ogni barman, al pari di qualsiasi altro professionista deve essere in grado di vendere, nell’accezione più nobile del termine, la propria professionalità e la propria esperienza al suo potenziale datore di lavoro.

Questa vendita, se escludiamo le scorciatoie, passa attraverso la stesura di un curriculum perfetto.

Ma come si scrive un curriculum perfetto?

In questo articolo, affronteremo in modo completo questo argomento e ti assicuro che quando sarai arrivato in fondo a questa lettura, sarai un passo avanti rispetto alla maggior parte dei tuoi colleghi perché, ad oggi, la qualità di stesura dei CV è ancora piuttosto bassa e piena di errori grossolani.



Parola d’ordine: personalizzare

Partiamo subito con una premessa: il formato Europass Europeo che per un certo periodo è stato indicato come standard, oggi è superato.

La sua impostazione fortemente strutturata impedisce un’effettiva personalizzazione del CV e questo è un problema. Infatti, il primo scopo che dobbiamo perseguire con il nostro CV è catturare l’attenzione di chi lo aprirà e pertanto dobbiamo focalizzarci al massimo su ogni aspetto del CV, non soltanto sulle informazioni che inseriremo al suo interno.

L’abito fa il monaco? In questo caso sicuramente sì (se proseguirai, scoprirai il perché).

Occorre cercare di sintonizzarsi con attenzione allo stile e ai valori dell’azienda per la quale stiamo facendo application senza trascurare l’accuratezza dei contenuti.

Vediamo un esempio molto scolastico, ma che rende molto bene il concetto.



Se voi foste i recruiter per conto di Nike che ha questo marchio qua a fianco, prima ancora di leggere una sola riga di ciascuno dei due CV qui sotto, quale dei due vi colpirebbe di più, semplicemente aprendo il file?

Ci siamo capiti.

In un mondo cui ogni servizio è tailor made, anche il CV deve diventarlo e questo potrebbe fare la differenza tra farsi assumere e farsi scartare.

La scelta di un colore o di un dettaglio può rivelare se siete persone che curano i particolari, può far percepire quanto tenete a lavorare proprio in quell’azienda, oltre ad accendere l’attenzione di chi si trova a dover decidere quali candidature portare allo step successivo.

Ben inteso, non serve creare ogni volta un CV completamente nuovo, ma il consiglio è quello di avere una versione standard da personalizzare graficamente, anche con il nome del locale (o azienda) e della posizione per il quale stiamo applicando.

Esempio:

Summary/Descrizione/Profile

Bartender specializzato in preparazioni home-made e miscelazione tropicale, con esperienza di 5 anni in contesti di alta miscelazione sia in Italia che in Francia, sta applicando per la posizione di Bar Manager al Giovanni Ceccarelli Cocktail Bar. Disponibile ad incominciare dal 30.04.2021.

Parliamo ora della struttura di un curriculum

Nell’incipit (la parte alta) del CV devono esserci necessariamente due elementi imprescindibili: il nome completo e le informazioni per contattarti (cellulare, email) ma bada bene: una mail tipo “ thecrazybartender@gmail.com”  è sconsigliatissima da presentare in contesti professionali. Ti ricordi il discorso dell’abito del monaco?

In pochi secondi puoi crearne uno nuovo con il tuo nome e cognome, quindi continua a curare i dettagli esattamente come fai con i tuoi drink.

Le esperienze lavorative vanno messe preferibilmente prima rispetto agli studi ed in ordine cronologico  inverso: la più recente va messa per prima.

Nei limiti di quello che ti è possibile usa numeri e dati nei tuoi bullet point, aiutano a capire meglio il tuo background, in maniera più puntuale:

Esempio:

1) Ho gestito un team di 6 persone, organizzate su tre turni giornalieri;

2) Ho servito una media di 100 signature cocktails  nel turno serale, con picco nel week end di 300 drink.

Per quanto riguarda la formazione, ricorda che i corsi conosciuti (e riconosciuti come validi) dagli stessi addetti ai lavori, a livello nazionale, hanno molto valore all’interno di un curriculum.

Su questo aspetto non c’è da scandalizzarsi, in fondo vale lo stesso discorso per le università: Harvard e Università degli Studi di Milano non hanno lo stesso impatto sul CV. Ciò non vuol dire che chi è uscito dalla prima sia, in termini assoluti, più preparato di quello che è uscito dalla seconda, ma il “nome” dell’istituto, in una fase di valutazione preliminare, potrebbe dare un vantaggio iniziale.

Anche per la formazione dei bartender professionisti, il discorso è analogo. Ricordati però che NON esistono attestati di corsi per barman riconosciuti legalmente.

Quanto deve essere lungo un Curriculum?

Il CV non deve mai e dico mai, salvo eccezioni particolari, superare le due pagine.

Una è ottima, due anche, ma tre, se non ci sono esperienze di carriera o di studio particolarmente rilevanti, sono semplicemente troppe. La sintesi è una qualità apprezzata nei CV: risparmia tempo e lascia spazio alle informazioni realmente importanti e se proprio hai numerose esperienze rilevanti, ricordati di usare i bullet point.

In ogni caso, usali. Servono ad essere essenziali ed incisivi.

Il lavoro stagionale da giardiniere che hai fatto a 21 anni va inserito? E il corso di saldatore? Il patentino da assicuratore? Chiediti innanzitutto se quell’informazione è rilevante per il posto per il quale ti stai proponendo e mi raccomando, non stai scrivendo la tua biografìa, quindi sii sempre rilevante in quello che scrivi.

Per essere incisivi, è importante analizzare bene l’annuncio di lavoro per il quale vi state candidando.

L’analisi dell’annuncio viene prima ancora di scrivere una riga di CV. Leggilo con attenzione e individua le parole chiave e, nei limiti della veridicità delle tue affermazioni, fai in modo che siano presenti nel tuo CV.

Nelle multinazionali, ma ormai non più soltanto lì, viene usato un programma di pre-selezione chiamato Applicant Tracking System, che di fatto analizza le candidature e scarta automaticamente quelle che non contengono le parole chiave inserite nell’annuncio, facendo arrivare al recruiter sono quelle scremate dal sistema.

Oltre ad essere sintetico ed incisivo, il tuo Curriculum deve essere anche leggibile.

Il font non è da trascurare e come la formattazione, deve essere semplice e leggibile, quindi vai sui classici (Times New Roman, Arial, Calibri, ecc. ecc.) ma attenzione anche alla dimensione: leggere qualcosa scritto troppo in piccolo diventa faticoso, quindi di sicuro non sarà un punto a vostro favore, anzi potrebbe indurre chi legge a lasciar perdere.

Foto sì o foto no?

La soluzione a questo quesito è meno scontata di quando si possa pensare: oggi la risposta corretta è no.

In linea con i sempre più accesi dibattiti in tema di parità di trattamento delle persone (e quindi anche dei candidati ad un posto di lavoro), l’aspetto di una persona, il suo genere e la sua etnia (oltre ai suoi orientamenti politici, religiosi e sessuali) non devono  incidere nella scelta di affidargli un determinato incarico lavorativo.

A questo proposito, molte company prevalentemente internazionali, non soltanto non richiedono alcuna foto nel CV, ma attribuiscono una valutazione negativa alla scelta di allegarla perché, in alcuni casi, la reputano non in linea con i valori aziendali.

Qua mi rivolgo agli imprenditori: lasciatevi indietro questi retaggi arcaici, nascondendo dietro il ‘bella presenza’ la ricerca di modelle/modelli. È ora di premiare la competenza e la professionalità.

Ora che hai capito come scrivere il curriculum, ti voglio dare gli ultimi due consigli.

Attenzione agli errori di grammatica

Mi raccomando, ricontrolla la grammatica e ricorda sempre che l’inglese è sempre più importante e richiesto, ma se stai facendo applicazione in Italia, l’italiano corretto è il vero must.

Sembra un’ovvietà ma le forme dialettali e le espressioni gergali possono giocare brutti scherzi. Sulle lingue straniere ci si può lavorare anche in età avanzata ed a questo proposito ci sono tanti tools, che senza muoverti da casa possono aiutarti ad allenarlo ed a migliorare il tuo livello.

Tieni aggiornato il tuo CV

Non trattare il tuo CV come un quadro appeso nel corridoio tra la cucina ed il bagno: controllalo periodicamente, perché inoltrare un CV non aggiornato è come uscire con la ragazza dei tuoi sogni con la stessa maglietta che hai indossato per tre giorni di fila.

Pigrizia e scarsa cura non sono esattamente l’effetto che speri di fare, giusto?

Ora che sai tutto quello che ti serve…

Corri a scrivere il tuo nuovo CV!
Pierpaolo Maggio

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Pierpaolo Maggio

Amo approfondire le cose. Ho una laurea in Giurisprudenza, una in Scienze dei Beni Culturali ed un Executive in Marketing alla Bocconi di Milano. Sono specializzato nel supportare la crescita di nuovi business: lo chiamano Growth Hacking e lo faccio per Vargros dal 2016. Nel 2020 sono entrato anche nel team di Giovanni Ceccarelli e di Drink Factory.

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