Raffreddare il mixin’ glass: necessità o abitudine?

• Dietro il Bancone 


Tempo di Lettura: 2 minuti

Raffreddare il mixin’ glass: cercheremo di capire se questa pratica è necessaria oppure è solo una questione di abitudine o stile.

Prima di preparare un Cocktail Martini, un Manhattan e qualunque drink con tecnica stir and strain, si deve raffreddare il mixin’ glass o almeno così viene insegnato in tutti i corsi di American Bar.

Su richiesta del corpo docenti di Drink Factory, ho effettuato un veloce esperimento per capire se raffreddare il mixin’ glass serve realmente e quanto incede sul raffreddamento e la diluizione.

Ecco il test che ho effettuato: ho preso 3 mixin’ glass identici, uno a temperatura ambiente, uno in frigorifero alla temperatura di circa 4°C ed un altro in congelatore alla temperatura di -18°C. Li ho riempiti con 70 grammi di vodka alla temperatura di 20°C e con 100 grammi di ghiaccio, alla temperatura di 0°C. Ho lasciato a contatto ghiaccio e vodka 60 secondi (tempo abbastanza lungo paragonato al tempo necessario per lo stir).

Ecco i risultati:



Mixin’ glass a temperatura ambiente: dopo 60 secondi di contatto ghiaccio-liquido, ha generato 19,06 grammi di diluizione e portato la vodka ad una temperatura di 6.5°C.

Mixin’ glass a 4°C: dopo 60 secondi di contatto ghiaccio-liquido, ha generato 18,5 grammi di diluizione e portato la vodka ad una temperatura di 5,3°C.

Mixin’ glass a -18°C: dopo 60 secondi di contatto ghiaccio-liquido, ha generato 11,84 grammi di diluizione e portato la vodka ad una temperatura di 5,0°C.

Ho ripetuto l’esperimento una sola volta perché volevo semplicemente capire se raffreddare il mixin’ glass serve realmente e se la differenza di temperatura e diluizione raggiunta è sensibile (ovvero, appurato che ci sia una differenza, capire se la differenza è trascurabile oppure no).

Dai risultati ottenuti direi che raffreddare il mixin’ glass è assolutamente necessario. La differenza di diluizione è notevole, soprattutto se il mixin’ glass è stato raffreddato in congelatore. Chiaramente non si deve valutare solamente la diluizione ma anche la temperatura finale del drink. Anche valutando i due dati insieme raffreddare il mixin’ glass è comunque importante.



Attenzione: la diluizione è necessaria in questo tipo di drink.

Raffreddare il mixin’ glass non serve a limitare solamente la diluizione, ma serve perché permette di ottenere un drink più freddo a parità di diluizione raggiunta. Questo accade perché il calore assorbito dal ghiaccio è solo quello del liquido e non quello che proviene dall’esterno e dal bicchiere. Anche il vetro freddo assorbe calore dal liquido, concorrendo al raffreddamento del drink, ma in quantità minore rispetto al calore assorbito dal ghiaccio per sciogliersi.

A presto,
Giovanni

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Giovanni Ceccarelli

Sono l'ideatore e coordinatore del blog e del progetto Cocktail Engineering. Per pagarmi gli studi universitari dal 2007 ho iniziato a lavorare come bartender in diversi locali tra Pesaro, Fano e la Riviera romagnola. Nel 2010 mi sono laureato in Ingegneria Energetica (ben presto ho capito che questa non era la mia strada). Dal 2011 sono docente in Drink Factory nei corsi di Miscelazione Avanzata e Preparazioni Home made. Dal 2013 al 2016 ho scritto di scienza e cocktail sulla rivista BarTales. Nel 2016 ho aperto questo blog e lavoro come consulente per Vargros per il quale seleziono spezie ed altri ingredienti.

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