Raffreddare il mixin’ glass: necessità o abitudine?

• Dietro il Bancone 


Raffreddare il mixin’ glass: cercheremo di capire se questa pratica è necessaria oppure è solo una questione di abitudine o stile.

Prima di preparare un Cocktail Martini, un Manhattan e qualunque drink con tecnica stir and strain, si deve raffreddare il mixin’ glass o almeno così viene insegnato in tutti i corsi di American Bar.

Su richiesta del corpo docenti di Drink Factory, ho effettuato un veloce esperimento per capire se raffreddare il mixin’ glass serve realmente e quanto incede sul raffreddamento e la diluizione.

Ecco il test che ho effettuato: ho preso 3 mixin’ glass identici, uno a temperatura ambiente, uno in frigorifero alla temperatura di circa 4°C ed un altro in congelatore alla temperatura di -18°C. Li ho riempiti con 70 grammi di vodka alla temperatura di 20°C e con 100 grammi di ghiaccio, alla temperatura di 0°C. Ho lasciato a contatto ghiaccio e vodka 60 secondi (tempo abbastanza lungo paragonato al tempo necessario per lo stir).

Ecco i risultati:



Mixin’ glass a temperatura ambiente: dopo 60 secondi di contatto ghiaccio-liquido, ha generato 19,06 grammi di diluizione e portato la vodka ad una temperatura di 6.5°C.

Mixin’ glass a 4°C: dopo 60 secondi di contatto ghiaccio-liquido, ha generato 18,5 grammi di diluizione e portato la vodka ad una temperatura di 5,3°C.

Mixin’ glass a -18°C: dopo 60 secondi di contatto ghiaccio-liquido, ha generato 11,84 grammi di diluizione e portato la vodka ad una temperatura di 5,0°C.

Ho ripetuto l’esperimento una sola volta perché volevo semplicemente capire se raffreddare il mixin’ glass serve realmente e se la differenza di temperatura e diluizione raggiunta è sensibile (ovvero, appurato che ci sia una differenza, capire se la differenza è trascurabile oppure no).

Dai risultati ottenuti direi che raffreddare il mixin’ glass è assolutamente necessario. La differenza di diluizione è notevole, soprattutto se il mixin’ glass è stato raffreddato in congelatore. Chiaramente non si deve valutare solamente la diluizione ma anche la temperatura finale del drink. Anche valutando i due dati insieme raffreddare il mixin’ glass è comunque importante.



Attenzione: la diluizione è necessaria in questo tipo di drink.

Raffreddare il mixin’ glass non serve a limitare solamente la diluizione, ma serve perché permette di ottenere un drink più freddo a parità di diluizione raggiunta. Questo accade perché il calore assorbito dal ghiaccio è solo quello del liquido e non quello che proviene dall’esterno e dal bicchiere. Anche il vetro freddo assorbe calore dal liquido, concorrendo al raffreddamento del drink, ma in quantità minore rispetto al calore assorbito dal ghiaccio per sciogliersi.

A presto,
Giovanni

Se questo articolo ti è piaciuto e lo hai trovato utile potresti pensare di iscriverti alla mia area riservata COCKTAIL ENGINEERING PRO ed entrare a far parte della mia community. Iscrivendoti all’area riservata avrai accesso a tanti altri articoli come questo. Clicca qua per scoprire i vantaggi e iscriverti.

Condividi:

Giovanni Ceccarelli

Sono l'ideatore e coordinatore del blog e del progetto Cocktail Engineering. Per pagarmi gli studi universitari dal 2007 ho iniziato a lavorare come bartender in diversi locali tra Pesaro, Fano e la Riviera romagnola. Nel 2010 mi sono laureato in Ingegneria Energetica (ben presto ho capito che quella non è la sua strada). Dal 2011 sono docente in Drink Factory nei corsi di Miscelazione Avanzata e Preparazioni Home made. Dal 2013 al 2016 ho scritto di scienza e cocktail sulla rivista BarTales. Nel 2016 ho aperto questo blog e lavoro come consulente per Vargros per il quale seleziono spezie ed altri ingredienti.

error: ATTENZIONE: Tutti i contenuti del sito sono protetti da copyright ©